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Hosting Condiviso vs Server Virtuali

Hosting Condiviso e Server VirtualiAffinchè un sito sia raggiungibile dagli utenti è necessario che le pagine siano caricate su un computer sempre acceso e permanentemente connesso alla rete.

Questo tipo di servizio si chiama hosting e può essere fornito solo da società specializzate.

I costi variano da qualche decina a centinaia di euro, in quest'articolo cercheremo di spiegare le differenze fra le varie offerte.

Registrazione del Dominio, DNS e Server

La prima operazione da effettuare per metterre online un sito web è la registrazione del dominio, ossia del nome del sito:

  • google.it
  • creazionesitiweb.org
  • kimere.com

La scelta del nome va effettuata con cura: deve essere facile da scrivere e ricordare, contenere parole chiave per l'indicizzazionenei motori di ricerca e, soprattutto, deve essere disponibile.

Le estensioni diponibili sono differenti:

  • .it (siti italiani in generale)
  • .com (siti commerciali)
  • .org (organizzazioni)
  • .net (siti che riguardano la rete)
  • .info (siti di informazione)
  • ....

Nessuno obbliga a seguire le regole citate, tuttavia è sempre preferibile adottare i .it e .com perchè i più comuni e quindi facili da ricordare.

Cerchiamo ora di capire cosa è la gestione del DNS. Ogni computer collegato ad internet è univocamente individuato da un numero detto indirizzo IP. Potete scoprire il vostro attuale IP andando su http://www.whatismyip.com.

Quando nella barra degli indirizzi digitate

  • www.google.it

Il vostro computer interroga un server chiamato DNS (Domain Name Server) il quale converte google.it nel suo indirizzo IP, il vostro computer quindi interroga l'IP ottenuto e richiede la pagina principale. Provate:

Bene, dal nome risaliamo al computer che ospita le pagine del sito, ora è necessario che quel computer capisca la richiesta del browser (Internet Explorer, Firefox, ...) e porti in uscita la pagina corretta.

A fare ciò è un programma chiamato web server. Ne esistono molti, i più diffusi sono:

  • Apache in ambiente linux
  • IIS in ambiente Windows
  • TomCat per Java

Manca l'ultimo tassello. Come fanno i proprietari del sito a caricare sul server web le pagine? Sul computer che ci viene messo a disposizione troviamo installato un altro programma chiamato server FTP (Protocollo di Trasferimento File). Il gestore del sito con appositi programmi (client) possono quindi collegarsi a tale computer e caricare le varie pagine.

Per la gestione di un sito sarebbe sufficiente quanto detto, tuttavia avendo già comprato un nome di dominio abbiamo la possibilità di avere anche degli indirizzi di posta personalizzati. Se il nostro sito è:

  • www.creazionesitiweb.org

Allora possiamo gestire tutti gli indirizzi @creazionesitiweb.org:

  • Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  • Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  • Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  • Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
  • .....

A tal fine troveremo installato nel computer l'ultimo programma che ci consente di far ciò, il server Mail. Potremmo utilizzare per inviare e ricevere la posta il nostro programma preferito (outlook, Eudora, le varie applicazioni per Android, Rim, IOS, ...) oppure tramite un webmail che di norma ci viene messo a disposizione.

Ci siamo quindi. Per avere un sito abbiamo bisogno:

  • di un dominio e di qualcuno che tenga aggiornati i DNS
  • un computer con server WEB, server FTP e server Mail

Ciò che fin qui abiamo indicato come "computer" viene comunemente chiamato server visto che al suo interno non girano altro che programmi di tipo server.

Soluzione Economica: Hosting Condiviso

Con hosting si intende il servizio di affitto di una quota di un server per ospitare il nostro sito. Di norma le offerte più comuni di hosting prevedono sempre sia la registrazione che il mentenimento del dominio. Vedremo nel paragrafo successivo che non è sempre così.

Una delle società più diffuse in Italia è Aruba.it, la sua offerta base prevede:

  • Registrazione Dominio
  • Hosting (su computer Linux o Windows o Entrambi)
  • Server FTP (1 account)
  • Email (5 indirizzi)
  • Spazio Illimitato
  • Traffico Illimitato

Il costo annuo è di circa 25 € IVA inclusa.

Un'altra società è NetSons.com, la sua offerta base prevede:

  • Registrazione Dominio
  • Hosting Linux
  • Server FTP (5 utenti)
  • Email (5 indirizzi)
  • Server MySQL
  • 1 GByte di spazio
  • Traffico Illimitato

Il costo annuo è di 18 € IVA inclusa.

Non male i prezzi e le caretteristiche offerte. Ma le prestazioni?

Il sito che state visitando in questo momento è ospitato su un hosting coniviso, per ricavare l'IP del server basta effettuare una interrogazione ai DNS:

Si scopre così che l'indirizzo IP è: 62.149.140.17 , cerchiamo ora di capire quanti siti sono su questa macchina:

Incredibile: 116.000 risultati!!! Ecco perchè costa poco e perchè non è particolarmente veloce. E poi il termine condiviso non è mai stato più appropiato per descrivere un servizio.

Utilizzando altri strumenti di analisi il numero di siti che corrispondono al mio IP scende di molto. Ciò che rimane fermo è il fatto che per diminuire le tariffe le società cercano di caricare sul singolo computer più siti possibili.

Le Macchine Virtuali

Prima di procedere con la descrizione di altri tipi di hosting bisogna comprendere il significato di Macchina Virtuale.

Brevemente si tratta di un programma che consente di emulare nel nostro computer la presenza di uno o più computer differenti e completamente isolati fra loro. Su ogni computer emulato è quindi possibile installare un sistema operativo differente.

Il suo utilizzatore vede il sistema come se fosse l'unico, è una tecnica comune per dividere l'uso di un computer fra più utenti separando totalmente gli ambienti: gli attacchi dall'esterno possono aver effetti solo sul computer emulato preso di mira e non sugli altri presenti nello stesso pc.

I Server Condivisi

Una soluzione più costosa rispetto all'hosting condiviso è l'affitto di un server virtuale. La società ci fornirà dunque l'accesso ad un computer ove avremo il controllo totale.

Se nell'hosting condiviso non possiamo in alcun modo cambiare la configurazione dei server o installare certe applicazione, con il server virtuale possiamo fare tutto quello che vogliamo.... ammesso di avere le competenze necessarie. Spesso si incontra il termine di server managed, significa che la stessa società fornitrice si occuperà di effettuare la configurazione che desideriamo.

Vediamo l'offerta base di Aruba.it:

  • Server Apache
  • Server FTP
  • Mail Server
  • 10 domini
  • 3 Gbyte di spazio
  • Server MySQL
  • Connessione 2Mbits

Il costo annuo è di 144 € IVA inclusa. Purtroppo non è prevista la registrazione ed il mantenimento del dominio, dovremmo quindi procedere con l'acquisto del servizio Gestione DNS a 12 € l'anno IVA inclusa.

Il numero di macchine virtuali presenti nello stesso computer non dovrebbe essere superiore a 40-50 (dato estrapolato dai costi dei servizi più evoluti), in ogni caso le prestazioni sono decisamente migliori.

Altri tipi di servizi

Abbiamo citato fin qui i servizi più diffusi. Oltre a questi esistono i Server Dedicati, ossia un intero computer a nostra disposizione. Per finire citiamo anche l'Housing, si tratta dell'affitto non di un computer, ma dello spazio per metterci il nostro. E' un servizio molto caro, in cambio le società ci offrono la banda, l'energia elettrica senza interruzioni, temperature controllate.

Quale servizio scegliere?

A priori non è possibile dirlo. Un sito statico o uno dinamico con poche pagine può essere tranquillamente ospitato su un hosting condiviso. Normalmente anche gli ecommerce sono ospitati su hosting condivisi.

Tuttavia nel caso degli e-commerce (o magari forum molto frequentati) se il numero di prodotti cresce le prestazioni del sito progressivamente peggiorano. Già 3 secondi per la generazione di una pagina è un tempo che infastidisce non poco il potenziale acquirente. La scelta quindi è giusto che cada su un Server Virtuale.

Infine anche se il nostro sito è leggero su un hosting condiviso non è affatto detto che giri velocemente: tutto dipende dal carico del computer ove viene ospitato. Spesso è sufficiente lamentarsi con la società fornitrici per ottenere lo spostamento del sito su un server più libero, tuttavia non è questa una soluzione risolutiva a lungo termine.

 
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